Ricorso telelaser mod. 20-20


 Gudice di Pace di Taranto

Ricorso avverso verbale della Polizia Stradale

Per la ______X X X Srl_____ in persona del suo legale rappresentante pro-tempore Sig. _____A A A_____ con sede legale in ____B B B____ (BA) alla via____C C C_____, p.i. 00000000000 nonché per il Sig. _____A A A_____, nato ad _____B B B_____ ( BA), il 00/00/0000, residente in _____B B B_____ ( BA ), alla c.da ____C C C_____ c.f JJJ HHH 00J00 H000J, rappresentati e difesi per delega resa a margine del presente atto dall’Avvocato Barbara BIASE con studio in Taranto alla via Plateja, 100;

PREMESSO

  1. che il Sig. ____A A A____ conduceva l’autovettura Alfa Romeo 166 tg JJ 000 JJ, immatricolata come vettura aziendale

  2. che il suddetto veicolo è di proprietà della ____X X X Srl____ obbligato in solido;

  3. che in data 00/00/0000 la Polizia Stradale di Taranto contestava al Sig. ____A A A____, nell’occasione conducente della vettura suindicata, verbale n° 000000000000, (doc1), mediante il quale si richiedeva il pagamento di Euro 370,00 per presunta violazione dell’art. 142 comma 9 del Codice della Strada, commessa il 00/00/0000;

  4. che l’infrazione di cui al punto b) implica una decurtazione di punti 10 (dieci) dalla patente di guida del conducente nonché il ritiro della stessa patente di guida;

  5. che i ricorrenti nella loro qualità, hanno interesse a proporre ricorso contro tale provvedimento, come in effetti propongono, per i seguenti motivi: 

MOTIVI

  1. che la violazione, di cui trattasi, è stata rilevata automaticamente da un’apparecchiatura denominata TELELASER modello LTI 20-20, così come riportato dallo scontrino della velocità (doc2);

  2. che costante giurisprudenza esclude ogni efficacia probatoria privilegiata all’apparecchiatura rilevante suddetta in quanto opera in violazione del diritto costituzionale alla difesa (art. 24 Cost.) sotto il profilo della impossibilità per l’utente della strada di partecipare alla formazione della prova;

  3. che, infatti, così come stabilito anche dal Tribunale di Padova con sentenza 12 luglio 2000, la misurazione di velocità effettuata con il TELELASER è illegittima e suscettibile di annullamento in sede Giudiziale, poiché non è neanche conforme al disposto dell’art. 345 Reg. C.d.S. che recita testualmente: “le apparecchiature destinate a controllare l’osservanza dei limiti di velocità devono essere costruite in modo da raggiungere detto scopo fissando la velocità del veicolo in modo chiaro e accertabile, tutelando la riservatezza dell’utente”. Infatti l’accertamento de quo avvenuto mediante TELELASER non assicura che l’autovettura inquadrata nel mirino coincida con quella fermata dagli agenti, non conservando alcuna traccia del veicolo “inquadrato” ne della velocità di transito, quindi, non consente all'automobilista di accertare se l'auto inquadrata dall’apparecchiatura è quella sua;

  4. che inoltre gli agenti verbalizzanti non sono dotati di cognizioni tecniche tali da ovviare ad eventuali difetti di installazione e funzionamento, pertanto il solo rilevamento non è sufficiente a dimostrare la responsabilità in ordine all’illecito amministrativo contestato;

  5. che l’immagine del veicolo in movimento rilevata a mezzo TELELASER (diversamente da quanto avviene con i dispositivi a rilevazione fotografica) è meramente “transeunte” in quanto resta memorizzata finché l’apparecchio non viene puntato ed azionato di nuovo. Questo significa che non resta alcun riscontro visibile delle rilevazioni della velocità effettuate dal display, con la logica conseguenza che l’intercettazione di un veicolo, affidata solo all’accortezza ed alla buona vista dell’agente, non assicura che la velocità rilevata dallo strumento si riferisca proprio al veicolo fermato e che, pertanto, quella velocità corrisponda al suo veicolo (Tribunale di Padova 12/07/2000); sicché l’automobilista si troverebbe così esposto al rischio di errore dell’Agente accertatore, il quale, in buona fede, potrebbe fermare un veicolo diverso da quello contro il quale aveva puntato il TELELASER;

  6. alla luce delle suddette argomentazioni, è legittimo sostenere e accogliere che l’apparecchiatura de quo non presenta e, quindi viola, i requisiti prescritti dal succitato art. 345 del regolamento di esecuzione del codice della strada, con il cui dettato il Legislatore ha inteso stabilire che le apparecchiature destinate a controllare l’osservanza dei limiti di velocità devono essere costruite in modo da fissare la velocità del veicolo in un dato momento in modo chiaro ed accertabile: cioè il legislatore ha voluto che fosse esaminabile, provabile, riscontrabile in modo oggettivo da parte di chiunque compreso il presunto trasgressore; la ratio della norma è pertanto quella di consentire il contraddittorio dell’interessato e di garantire la verificabilità oggettiva della misurazione della velocità, nel senso che al fine di accertare con precisione scientifica la velocità di un mezzo, il Legislatore intende prescindere da qualsiasi valutazione soggettiva: ciò ha l’evidente scopo di evitare errori;

  7. che nella fattispecie de quo, l’operatore addetto alla rilevazione della targa e modello dell’autovettura, fra l’altro, era notevolmente distante dal suo collega che, invece, operava fisicamente sul TELELASER; questa circostanza è anch’essa fondamentale per questa difesa ad avvalorare la insussistenza del fatto, in quanto in particolare l’agente che punta il TELELASER, 1° operatore, vede nel display il veicolo mentre il numero di targa e le caratteristiche del mezzo puntato vengono visivamente rilevate dall’agente accertatore, 2° operatore, tanto è vero che l’indicazione della targa viene aggiunta manualmente dallo stesso: nella fattispecie questi era a circa venti metri di distanza dal suo collega, (circostanza provabile a mezzo testimoni) quindi non ha potuto in alcun modo rilevare alcunché, infatti anche il verbale di contestazione è stato firmato soltanto da uno dei due agenti;

  8. che dall’esame del verbale di contestazione e dello scontrino del TELELASER si evidenzia una elevata differenza di orario ( verbale ore 11,40’ scontrino 11,30’,22’’ quindi oltre 10 minuti), tale da portare all’unica conclusione, contestata immediatamente anche dal Sig. ____A A A_____ nel momento in cui veniva fermato, che l’autovettura inquadrata nel mirino non può coincidere, come in effetti non coincide, con quella fermata dall’agente; infatti, dal momento del rilevamento, con la suddetta apparecchiatura, all’intimazione di stop per la contestazione della presunta infrazione devono trascorrere al massimo 15, 20 secondi, non certo come è accaduto al Sig. _____A A A_____ ben 10 minuti, considerando la distanza alla quale è stata rilevata l’infrazione (312,3 mt.);

  9. che non si può risalire all’apparecchiatura utilizzata il 00/00/0000 per il rilevamento di questa presunta infrazione in quanto sul verbale è stata omessa la trascrizione del numero di matricola dell’apparecchiatura suddetta al fine di verificarne il corretto stato di manutenzione periodica e taratura;

  10. che, per i motivi appena esposti, le multe elevate con il TELELASER devono ritenersi, quindi, assolutamente illegittime in quanto non è possibile associare in maniera incontrovertibile ed oggettiva la velocità al veicolo fermato soprattutto se sono presenti anche altri veicoli in prossimità di quello verbalizzato, così come in realtà accadeva il giorno in cui l’odierno ricorrente percorreva la SS 000: infatti, la sua autovettura non era la sola a percorrere quel tratto di strada, ma c’erano altre vetture che percorrevano la medesima corsia ed altre ancora sulla corsia opposta (circostanza provabile mediante diversi testimoni);

  11. che, inoltre, così come da sentenzadel Giudice di Pace di Isola della Scala, numero 162 del 1 giugno 2001, con il TELELALSER il “puntamento” dovrebbe avvenire in posizione perfettamente allineata e l’operatore dovrebbe porsi sulla medesima direttrice dell’autovettura procedente, onde evitare che la misurazione sia viziata da qualsiasi angolazione: ebbene, la rilevazione di cui trattasi, misurata con siffatto dispositivo, è sempre viziata in quanto il dispositivo è collocato ai margini della strada e fuori dalla carreggiata; mentre il veicolo procede lungo una retta posta quasi al centro di essa e variabile di momento in momento, secondo la perizia del guidatore;

  12. che la misura cautelare del ritiro della patente di guida oltre ad essere illegittima per le argomentazioni esposte, si aPpalesa fortemente pregiudizievole per la posizione soggettiva del ricorrente, il quale, in qualità di imprenditore, costretto a spostarsi quotidianamente per raggiungere il proprio luogo di lavoro, non ha altro mezzo di locomozione a disposizione ;

Tanto premesso in fatto e diritto, i ricorrenti, come sopra rappresentati e difesi, richiedono l’accoglimento delle seguenti

CONCLUSIONI

Piaccia all’ Ill.mo Giudice di Pace adito, contrariis reiectis e previa fissazione di udienza per la comparizione delle parti:

  1. dichiarare in via preliminare la sospensione del verbale n° 000000000000 elevato in data 00/00/0000 e, quindi, dichiarare nullo e/o annullabile il verbale di accertamento suddetto e i relativi provvedimenti in esso contenuti;

  2. revocare, quindi, le sanzioni accessorie della sospensione e ritiro della patente irrogata dall’Agente accertatore al Sig. ____A A A____;

  3. dichiarare, pertanto, non applicabile la decurtazione dei dieci punti;

  4. dichiarare illegittima e consequenzialmente revocare la sanzione pecuniaria di € 370 di cui al verbale de quo;

  5. condannare parte convenuta al pagamento delle spese e competenze del presente giudizio da distrarsi in favore di questo Procuratore anticipatario;

  6. in via subordinata, nella denegata ipotesi di rigetto, si chiede di confermare l’importo al minimo edittale e/o l’annullamento delle sanzioni accessorie.

In via istruttoria

  • si richiede, disporsi l’esibizione da parte dell’Amministrazione verbalizzante, del Certificato di Taratura SIT rilasciato dai Centri autorizzati SIT così come stabilito dalla Legge 273/91, riportante le caratteristiche dell’apparecchio misuratore unitamente alle tarature come stabilito dalle norme UNI 30012, confronto che deve avvenire con i riferimenti nazionali, oltre al numero e Decreto di omologazione con eventuale rinnovo dello stesso nel caso in cui questo dovesse essere scaduto il tutto per dimostrare il perfetto stato di funzionamento dell’apparecchiatura contestata.

Si chiede prova testi sulle seguenti circostanze:

  • Vero che, uno dei due operatori che avrebbe dovuto verbalizzare quanto rilevato dal collega accertatore a mezzo TELELASER era distante circa 20, 25 mt. dalla postazione?”

  • Vero che il giorno della presunta infrazione il tratto di strada SS 000 era percorso da numerosi veicoli in entrambe le direzioni di marcia?”;

indicando sin d’ora i testi sigg. ____D D D____ nato il 00/00/0000 a ____E E E_____ e ivi residente alla via _____F F F____ (collega di lavoro); ____G G G____ nato il 00/00/0000 a ____E E E_____ e ivi residente alla C.da ____I I I_____ (collega di lavoro).

Con riserva di ulteriormente indicarne, dedurre, articolare formulare istanze, produrre e concludere anche alla stregua delle avverse difese.

Salvezze infinite.

Si produce:

copia scontrino TELELASER

copia verbale;

copia carta di circolazione;

copia documento di identità del Sig. ____A A A_____;

copia documento di identità del Sig. ____A A A_____.

Taranto, 00/00/0000

 

                                                                                                             Avvocato Barbara BIASE

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